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La nostra storia

L’ESPERIENZA: STORIA DELL’INCONTRO

LE RADICI E LE ALI


“Le radici e le ali: la suggestione di un titolo o le linee di un progetto?”


Quando il Gruppo Esperienza (denominato Gruppo Giovani fino al 2006) compì i dieci anni dalla prima esperienza, così iniziava un documento con il quale si voleva invitare la Comunità alla riflessione: le radici, ad indicare il legame necessario, il senso di appartenenza ad un territorio, ad una storia, alle persone incontrate... le ali che richiamano voli di uccelli migratori, voli di libertà, libertà di SOGNARE mondi altri, relazioni pacificate, convivialità delle differenze, amore vissuto e comunione.


Le RADICI: la nostra storia ; le ALI la reale possibilità di SOGNARE e realizzare At. 2 42-48!


E così ecco la storia dei NOSTRI inizi... perché? Ma perché nella memoria ci sia dato il coraggio di volare...
La prima Esperienza giovani ebbe luogo dal 5 all’8 dicembre 1987 nella casa dei Gesuiti a Cappella Cangiani. Questo INIZIO però non fu improvvisato ma fu preparato molto e molto tempo prima…. Si può dire che io abbai passato il tempo del mio Seminario a SOGNARE il Gruppo Giovani... infatti era l’ottobre del 1983 quando io entrai in Seminario e dopo qualche mese fu spontanea l’osservazione che nella nostra Parrocchia non era presente alcuna realtà giovanile; c’erano dei piccoli, sporadici raggruppamenti ma nulla di profondo e nulla di stabile... finita la stagione della mia gioventù-adolescenza della mia generazione e finiti i vari Gruppi Antares (di cui facevo parte), Emmanuel, Amicizia e più tardi i gruppi Honduras, Tedae etc. non c’era quasi più nulla. Insieme a P. Giuseppe, il Vice-parroco di allora, ci si guardò attorno e fu scelto quello che allora era chiamato il “Gruppo Lettori” per iniziare con loro un cammino. Era un gruppo di otto ragazzi all’incirca di 17 anni.
Nel Marzo del 1984 al Cenacolo di via Manzoni, fu tenuto il primo ritiro in assoluto di quello che doveva essere il nucleo del futuro Gruppo Giovani.
Erano presenti: Paolo e Gaetano Coletta, Carlo Ballicu, Carmelo Danisi, Sandro Lerro, Dario Cristarella Orestano, Davide Iuliano, Claudio Papasso, P. Giuseppe Bellicosa e il sottoscritto.
In questo ritiro si decise che era ferma volontà di questo gruppetto iniziare un cammino serio di formazione Cristiana, non solo per continuare il servizio liturgico che allora svolgeva, ma soprattutto per mettere le fondamenta di una pastorale giovanile di qualità. Per due anni circa questo gruppo si incontrò ogni sabato pomeriggio (ecco l’origine del SABATO: io ero in Seminario e solo di sabato potevo uscire!) approfondendo soprattutto tematiche antropologiche. Alla fine ci fu anche la lettura e l’approfondimento di passi della Gaudium et Spes per una retta fondazione del rapporto Chiesa-mondo.
Nell’anno pastorale 1985-86 questo gruppetto fu allargato alle fidanzate dei primi componenti e ad altri ragazzi e ragazze. Erano: Antonella Iacolare, Imma Russo, Marina Danisi, Gloria Lupoli, Maria Parascandolo, Gianni Guercia, Luca Lupoli, Nunzia Mazzuoccolo Rosaria di Cosimo, Giuseppe Gugliotta, Roberto Bifulco, Anna Volpe.
Questo nuovo gruppo aderì, durante un ritiro nel novembre del 1985 a Cappella Cangiani, a quel progetto di pastorale giovanile che si voleva lanciare ma ci si rese conto che la formazione pastorale doveva essere curata con molta attenzione. Intanto nell’ottobre del 1985 era entrato in Seminario Carlo Ballicu. Ci si diede una regola di fondo per lavorare con questo nuovo gruppo: nulla dare per scontato. Fu importante questo principio perché ci permise, catecheticamente, di affrontare tutti i dati della fede cristiana, interrogandosi su di essi per accoglierli in un atto di fede sempre più personale. Il gruppo camminò magnificamente e il Sabato era un giorno atteso con tanta ansia gioiosa sia per noi due seminaristi sia da tutti gli altri ragazzi. Ogni tema veniva affrontato in due momenti: lettura di un passo della Scrittura con susseguente momento soggettivo in cui ciascuno enucleava da quel testo i temi più evidente per lui e poi il momento oggettivo in cui Carlo ed io ci alternavamo nella catechesi teologica su quei temi. La raccolta di quelle catechesi esiste ancora perché tutte furono dattiloscritte e rilegate.
Fu davvero, come dicevo, un cammino entusiasmante nel quale sempre più si accendeva l’ansia nei nostri cuori di fare qualcosa per gli altri giovani. Questo gruppo fece esperienza viva di Chiesa, di comunità, di fraternità! Ci siamo davvero voluti bene... abbiamo fatto assieme grandi Sogni...    qui c’è la radice di quella SCOMMESSA di cui abbiamo sempre parlato, quella SCOMMESSA che ancora oggi ci accompagna: è possibile in una parrocchia vivere la Comunità in modo radicale e pieno secondo il piano di Atti 2, 42-48. DA QUESTO GRUPPO NACQUE LA PRIMA ESPERIENZA!.
Il cammino fu costellato di ritiri molto fruttuosi in cui imparammo a pregare, ad adorare il Signore presente nell’Eucarestia a cantare a Lui di cuore, imparavamo a tenere tra le mani la Sante Scrittura, imparavamo a meditarla, a cercare lì le risposte;imparavamo a stare bene insieme e sempre più a volerci bene. Quei fine-settimana (quasi tutti a Cappella Cangiani) erano momenti davvero di Grazia, di gioia e di fraternità.
 Negli anni pastorali 85-86 e 86-87 questo gruppo visse e lavorò assieme con grande entusiasmo. Non mancarono delle difficoltà personali ma mai ci furono discussioni e contrapposizioni. Dopo la Pasqua del 1987 si decise che era giunto il momento di allargare la nostra esperienza di Chiesa, di Comunità, la nostra esperienza di Cristo Risorto; bisognava creare un esperienza di annuncio del cuore della fede che fosse adatto ai giovani.
Per comune vissuto parrocchiale avevamo davanti agli occhi l’Esperienza dei Cursillos di Cristianità (anche io nell’Aprile del 1977 avevo vissuto quell’Esperienza e lì avevo incontrato l’Amore del Signore e avevo percepito la Sua volontà su di me). La conoscenza del Cursillos ci suggerì la necessità di un’esperienza forte di primo annuncio della fede che fosse l’inizio di un cammino da fare dopo. Dovevamo, sull’idea di fondo dei tre giorni di annuncio che il Cursillos ci suggeriva, per creare un ‘Esperienza Kerygmatica adatta ai giovani.
Furono mesi di studio e di confronto finché nacque un primo schema dell’ESPERIENZA che volemmo fosse incentrato sull’annuncio della Pasqua di Gesù. In questo lavoro fu coinvolto il Teologo Bruno Forte (oggi Arcivescovo di Chieti-Vasto) che ci aiutò a sintetizzare la teologia che sottende allo schema dell’Esperienza. Con lui avemmo due incontri nella sua casa di C.so Vittorio Emanuele ed a lui risalgono alcuni titoli di relazioni (quella sulla Pasqua che lui ci consigliò di chiamare GESU' IL CRISTO e quella sulla Chiesa per cui ci suggerì il suggestivo titolo L’UTOPIA DELL’UOMO: LA CHIESA).
Nel Settembre del 1987 era entrato in Seminario un altro di noi: Carmelo Danisi, e, proprio da quel settembre, iniziò la preparazione prossima della I Esperienza.
La prima equipe, formata da tutto quel gruppo iniziale (tranne Gaetano Coletta, Claudio Capasso e Rosaria di Cosimo che per vari motivi si tirarono indietro) lavorò con un entusiasmo grande come pure noi tre Seminaristi e P. Giuseppe.
Giunse la data stabilita e il gruppetto dei nuovi che riuscimmo a convincere fu composto di 18 persone...  l’equipe era di 20 persone! Erano: Rita Aponte, Sabrina Bruno, Francesco Maria Caridei, Antonio Cerchione, Daniela Costabile, Tommaso De Maio, Arrigo Fattiboni, Daniela Grassi, Anna Leo, Vincenzo Mazzuccolo, Paola Parancandolo, Clara Pisani, Francesco Pisani, Maria Pia Pisani, Francesca Silvano, Mara Tozzi. Molti di questi fratelli testimoni della prima ora (della prima equipe e dei primi “nuovi”) sono ancora in mezzo a noi e continuano il loro cammino….. usiamo anche la loro testimonianza...          
Il 5 dicembre del 1987 iniziò l’avventura...   iniziò un sogno e una scommessa che ancora oggi ci accompagnano e che sono stati la grande piattaforma su cui il Signore ha costruito ciò che noi siamo oggi personalmente e comunitariamente. All’indomani della I ESPERIENZA nacque in noi una consapevolezza e una certezza:non è detto che la parrocchia debba essere solo un luogo di passaggio e di servizi ma che in una parrocchia può esserci una COMUNITA’ di fratelli e sorelle che animano la vita parrocchiale e che lì vivono il loro quotidiano fatto di condivisione e concreta fraternità. Fratelli e sorelle che tutto fondano sull’esperienza viva del Cristo crocefisso e risorto.


E’ At 2, 42-48 il nostro sogno!


Sia lodato il Suo Amore che ci ha insegnato a sognare con il Suo Vangelo e a spendere la vita per Esso e per la Chiesa, una Chiesa e una comunità fatta di fratelli che il Signore ci ha donato e nella quale impariamo ogni giorno a non aver paura né delle contraddizioni interne né delle suggestioni mondane che la premano dal di fuori...


E' una scommessa ancora in corso...


P.Fabrizio Cristarella Orestano

 

 


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